a cura di Roberto Bazzani

RAY BROWN
Pittsburgh, Pennsylvania, 13 ottobre 1926
Indianapolis, Indiana, 2 luglio 2002
Il grande contrabbassista Reggie Workman, ospite a giugno di Siena Jazz, ha annoverato fra i suoi esempi Ray Brown, conosciuto soprattutto per avere fatto parte per una quindicina di anni del trio di Oscar Peterson. A sua volta Brown discende dal grande e sfortunato (morì a soli 24 anni di tubercolosi) capostipite dei contrabbassisti moderni, ossia Jimmy Blanton, che ha affrancato il contrabbasso dal ruolo di semplice accompagnatore a cui fino ad allora era stato relegato. Raymond Matthews “Ray” Brown nasce a Pittsburgh, Pennsylvania, il 13 ottobre 1926. Prende lezioni di pianoforte da bambino poi, vista la carenza di contrabbassisti nell’orchestra della scuola, decide di dedicarsi a questo strumento che lo appassiona al punto di portarselo a casa per studiarlo nei fine settimana. Quando però l’insegnante scopre che il piccolo Ray usa il contrabbasso della scuola per esibirsi con gli amici in piccoli concerti, lo strumento gli viene tolto e quindi il padre è costretto a comprargliene uno. Esordisce nei locali della sua città natale dapprima con il sestetto di Jimmy Hinsley, poi con la band di Snookum Russell. Ma a Pittsburgh ha poche possibilità di suonare il bop, che stava nascendo nei locali della 52^ strada di New York così, ventenne, compra un biglietto di sola andata per la Big Apple.
Hank Jones, con cui aveva suonato ai tempi di Pittsburgh, lo presenta a Dizzy Gillespie, che cerca un contrabbassista per la sua orchestra. Dizzy resta impressionato dalla tecnica di Brown e lo scrittura subito. Resterà nell’orchestra fino al 1948, anno in cui formerà un trio con l’amico pianista Hank Jones ed il batterista Charlie Smith. Nella band di Gillespie suona insieme al vibrafonista Milt Jackson, al pianista John Lewis ed al batterista Kenny Clarke, ovvero il nucleo del futuro Modern Jazz Quartet, con i quali Brown incide nel 1951 un disco sotto il nome del “Milt Jackson Quartet”. Il suo posto sarà preso in seguito da Percy Heath. Nel 1947 aveva sposato Ella Fitzgerald (più grande di lui di nove anni e da cui divorzierà nel 1953), con la quale aveva fatto un tour con l’orchestra di Gillespie. I due adotteranno il figlio della sorellastra di Ella, che ribattezzeranno Ray Brown Jr. Nel frattempo entra a far parte della “scuderia” di Norman Granz, facendo parte del trio di Oscar Peterson dal 1951 al 1965. Questa formazione fino al 1958 era composta da pianoforte, chitarra e contrabbasso (il chitarrista all’inizio era Barney Kessell, sostituito poi da Herb Ellis), come quella del trio di Nat King Cole. Quando Ellis lascia il gruppo, viene sostituito dal batterista Ed Thigpen, tornando alla formula classica del trio pianoforte, contrabbasso, batteria.
In una formazione del genere (e con un pianista dalla tecnica straordinaria come Peterson), il contrabbassista deve fare le veci della batteria e quindi occorre un senso del timing che non faccia andare “fuori giri” il gruppo, oltre a far sentire la propria voce negli spazi solistici a lui dedicati. Con il trio di Peterson farà tournée in tutto il mondo e registrerà una notevole quantità di dischi, sia in studio che live, e resterà l’esperienza più importante della sua carriera musicale. Dopo aver lasciato il trio di Oscar Peterson si stabilisce a Los Angeles, dove compone musica per film e televisione. Insegna alla Advanced School of Contemporary Music di Toronto. Dal 1974 al 1982 è un componente del gruppo “L.A. Four” con il chitarrista brasiliano Laurindo Almeida, il sassofonista Bud Shank ed il batterista Shelly Manne (sostituito da Jeff Hamilton nel 1977). Dopo le esperienze rock con gli Steely Dan e Elvis Costello, Brown incide con il pianista André Previn (con il quale aveva già lavorato negli anni 60) diversi album fra il 1989 e il 2002. Contribuisce a far conoscere giovani pianisti come Benny Green, Geoff Keezer e Larry Fuller, suonando nei loro trii. Scompare il 2 luglio 2002 ad Indianapolis, Indiana, durante un sonnellino pomeridiano prima di un concerto.
Musicista fondamentale per l’evoluzione del contrabbasso nel jazz (e non solo, visto che fra i suoi allievi figura un divo del rock come Sting), è stato forse il primo a realizzare un dialogo paritario (il famoso interplay) con gli altri strumenti, attraverso la costruzione di assoli di straordinaria bellezza melodica che, con la sua leggendaria velocità di diteggiatura, sapeva eseguire sul quel “violino esageratamente grande” (così lui definiva il contrabbasso).
Nel filmato che segue vediamo Ray Brown in concerto il 6 aprile 1994 alla Carnegie Hall di New York eseguire la parkeriana “Now’s the Time” assieme ad un gruppo stellare comprendente sia leggende del jazz che nuovi artisti messisi in luce in quegli anni. Il tema viene eseguito insieme al giovanissimo (non aveva ancora compiuto 22 anni all’epoca) Christian McBride. Gli altri artisti li potete leggere nelle note di accompagnamento al filmato, ma sicuramente molti di loro li riconoscerete subito. Buona visione!
