a cura di Roberto Bazzani

Oscar Brown Jr.
Chicago, Illinois, 10 ottobre 1926 - 29 maggio 2005
Personaggio eclettico – è stato conduttore radiotelevisivo, cantante, poeta, autore di testi di canzoni, commediografo, attore – poco conosciuto in Italia ma molto celebrato all’interno della comunità afro-americana, dei cui diritti è stato attivista e promotore, Oscar Brown Jr. nasce a Chicago, Illinois, il 10 ottobre 1926, in una famiglia benestante – il padre è avvocato e broker immobiliare.
La sua carriera all’interno del sistema radiofonico è molto precoce: all’età di 15 anni (1941) debutta nello show “Secret City” come attore e cantante ed è stato il primo personaggio di colore ad avere un ruolo paritario (e non caricaturale) con gli altri protagonisti. In seguito sarà uno degli autori del programma. Nel 1944 conduce “Negro Newsfront”, la prima trasmissione radiofonica nazionale espressamente dedicata al pubblico afroamericano a cui farà seguito, nel 1948, “Destination Freedom” una serie scritta da Richard Durham che enfatizza i progressi del popolo afroamericano dai tempi della schiavitù. Nello stesso anno si presenta come candidato del “Progressive Party” alle elezioni legislative dello Stato dell’Illinois.
La carriera politica di Oscar Brown Jr. non avrà molto successo, si candiderà per il Congresso per il Partito Repubblicano nel 1952 (non sarà eletto), fino a diventare membro del Partito Comunista Americano, dal quale uscirà nel 1956 dicendo “sono troppo nero per essere rosso!”.
Nel frattempo si interessa alla musica. Scrive la sua prima canzone “Brown Baby” - dedicata alla sua prima figlia - interpretata dalla regina del gospel Mahalia Jackson (in seguito anche da Nina Simone, Lena Horne, Diana Ross e Toni Braxton), quindi nel 1960 collabora con Max Roach all’uscita dell’album “We Insist! Freedom Now Suite”, che sarà un esempio di impegno civile per i diritti degli afroamericani coniugato alla musica jazz.
Sempre nel 1960 esce il primo album a suo nome, dove debutta come cantante: “Sin & Soul” per la Columbia, che avrà un grande successo. In totale Brown pubblicherà una dozzina di LP, la cui fama non arriverà mai a quella di “Sin & Soul”. In questo lavoro, accanto a nuove composizioni, Oscar Brown Jr. rivisita alcuni classici del jazz di quegli anni, come “Work Song” di Nat Adderley e “Dat Dere” di Bobby Timmons, quest’ultima interpretata con la classica parlata del bambino piccolo. Brown scriverà parole per altri standards jazzistici, come “All Blues” di Miles Davis, “Watermelon Man” di Herbie Hancock e “Afro Blue” di Mongo Santamaria e comporrà molte canzoni, pur non conoscendo la notazione musicale.
Diventa anche un personaggio televisivo, comparendo negli show della NBC “Tonight Starring Steve Allen” e “The Today Show” di Dave Garroway. In quest’ultimo presenta il suo primo lavoro teatrale “Kicks & Co.”, raccogliendo fondi per la messa in scena per complessivi 400.000 dollari, mentre nel 1962 avrà la conduzione di “Jazz Scene USA” dove saranno ospiti i principali jazzisti dell’epoca – una puntata dello show la potete vedere nella min-bio dedicata a Frank Rosolino.
Si esibisce come attore a Londra al Prince Charles Theatre con il one-man show “Entertains” dove ottiene un grande successo, mentre nel 1967, con il musical “Opportunity Please Knock”, messo in scena coinvolgendo i veri membri della gang denominata “Blackstone Rangers”, crea un esperimento (riuscito) di togliere dalla strada giovani malavitosi offrendo loro l’opportunità di recitare e quindi di guadagnarsi da vivere legalmente.
Con il musical “Buck White”, messo in scena nel 1969, ottiene un grande successo a Broadway avvalendosi della partecipazione di Muhammad Ali, campione non solo di pugilato, ma anche in tema di diritti civili dei neri americani.
Il suo lavoro prosegue negli anni attraverso nuovi album musicali e pieces teatrali, tutti incentrati sulla promozione della parità dei diritti. L’approccio di OBJ su questo tema si basa sulla nozione – da lui inventata – di H.I.P., ossia Human Improvement Potential (potenziale di miglioramento umano), che ritroviamo spesso nei suoi lavori, ossia una maggiore consapevolezza di tutti gli esseri umani (ed a maggior ragione dei neri, in posizione di subalternità nella società americana) del loro ruolo nel mondo e del contributo che possono dare allo sviluppo dell’umanità.
Muore nella sua Chicago il 29 maggio 2005 per osteomielite.

Nel filmato che segue, vediamo Oscar Brown Jr. nella puntata dell’Ed Sullivan Show del 9 aprile 1961 interpretare “Dat Dere” di Bobby Simmons. Le parole sono dello stesso Brown. Nel filmato compare assieme al figlio Oscar “Bobo” Brown III, uno dei sui sette figli, che avrà una carriera di contrabbassista jazz (ha suonato con Sun Ra e Don Moye fra gli altri), tragicamente scomparso per un incidente automobilistico nel 1996.