Centenari 2026: Frank Rosolino (1926 - 1978)

Pubblicato il 19 agosto 2026 alle ore 14:16

a cura di Roberto Bazzani

Frank Rosolino

Detroit, Michigan, 20 agosto 1926 

Van Nuys, California, 26 novembre 1978

La figura di Frank Rosolino come musicista (è stato uno dei più dotati virtuosi del trombone), e come uomo rischia di essere messa ingiustamente in secondo piano dal finale tragico della sua vita (che successivamente descriveremo), considerato che il suo contributo alla storia del jazz ed all’evoluzione anche tecnica dello strumento da lui suonato è indiscutibile. Frank Rosolino nasce in una famiglia dalle chiare origini italiane (per la precisione siciliane) a Detroit, Michigan, il 20 agosto 1926. In famiglia la musica è di casa e si dedica allo studio della chitarra all’età di nove anni, per passare al trombone quando ne ha quattordici, diplomandosi alla Miller High School. Presta servizio militare nell’86^ divisione dell’esercito americano, quindi viene ingaggiato nelle orchestre di Bob Chester, Glen Gray, Tony Pastor, Herbie Fields e Gene Krupa. Si mette in luce nell’orchestra di Stan Kenton, con la quale collabora nel triennio 1952-54. Si stabilisce nella West Coast e fa parte dal 1954 al 1960 degli All-Stars di Howard Rumsey che si esibiscono al Lighthouse di Hermosa Beach, il locale più importante dell’area di Los Angeles.

Milt Jackson, Ray Brown, Dizzy Gillespie, Sonny Stitt, Max Roach and Frank Rosolino on stage, Monterey, California, United States, September 1973.

Al trombone alterna il canto, swingante ed ironico. Possiamo apprezzarne le doti nel “Porgy and Bess” del 1956 per la Bethlehem con protagonisti Mel Tormé e Frances Faye in cui interpreta la parte di Jake. La sua maestria tecnica, abbinata alle caratteristiche di simpatia ed ironia (sarà soprannominato “Joker”, a causa delle frequenti battute e scherzi), ne fanno uno dei musicisti più richiesti. Lavora con tutti i principali protagonisti del West Coast Jazz (Shorty Rogers, Shelly Manne, Stan Levey, Terry Gibbs, Pete Rugolo, Gerry Mulligan solo per fare alcuni nomi), ma incide anche a proprio nome a partire dal 1954. Di queste incisioni una delle più riuscite è “I Play Trombone”, in quartetto con Sonny Clark al pianoforte, Wilfred Middlebrooks al contrabbasso e Stan Levey alla batteria. In questo contesto la presenza di Clark conferisce alle incisioni un sapore molto più boppistico rispetto alle atmosfere cool più consuete. Due brani sono composizioni dello stesso Rosolino in cui, soprattutto in “Frieda”, compare la giocosità caratteristica del personaggio. Sarà ospite fisso dello “Steve Allen Show” in televisione dal 1962 al 1964. Del 1962 è anche l’apparizione televisiva nella sesta puntata dello show “Jazz Scene USA 1962”, presentato da Oscar Brown Jr., a lui dedicata.  Qui appare in quartetto (il contesto più congeniale per Rosolino) con il giovane pianista Mike Melvoin, Bob Bertaux al contrabbasso e Nick Martinis alla batteria. Qui Rosolino canta in “Please Don’t Bug Me”, brano che aveva registrato nello stesso anno nell’album “Turn Me Loose!” con Victor Feldman al piano, Charles Berghofer al contrabbasso e Irving Cottler alla batteria.

The trombone section of Quincy Jones Orchestra, NHK Hall, Tokyo, Japan, 19 April 1973.

Si esibisce spesso in Europa e in Italia a cavallo degli anni 60 e 70 soprattutto con l’amico Conte Candoli, incluse le tournée con Quincy Jones ed il gruppo Supersax, ma il dramma è in agguato. Nel 1972 la terza moglie, madre dei suoi due figli, si suicida. Nonostante gli impegni lavorativi proseguano, Frank Rosolino non si riprenderà mai da quel trauma ed il 26 novembre 1978 a Van Nuys, California, sparerà ai suoi figli mentre stanno dormendo, poi si toglierà la vita. Il più piccolo dei figli, Jason all’epoca di 7 anni, sopravviverà ma perderà la vista e sarà adottato dalla cugina della madre.

Si conclude così la vicenda umana (a due facce) di uno dei più straordinari  e talentuosi trombonisti della storia del jazz, su cui per lungo tempo è calata una sosta di “damnatio memoriae” a causa della tragica fine. Solo in anni più recenti la sua figura è stata giustamente rivalutata dalla International Trombone Association che, a partire dal 1990, ha istituito la “Frank Rosolino Jazz Trombone Scholarship and Award”, sottolineando la duratura influenza di Rosolino nella comunità dei trombonisti jazz.