Centenari 2026: Nini Rosso (1926 - 1994)

Pubblicato il 19 settembre 2026 alle ore 12:52

a cura di Roberto Bazzani

Nini Rosso

San Michele di Mondovì, Cuneo, 19 settembre 1926 

Roma, 5 ottobre 1994

Il nome e la faccia di Nini Rosso erano molto popolari negli anni 60 a causa del grande successo che gli procurò il brano “Il Silenzio”, proiettandolo come personaggio televisivo molto amato. Celeste Raffaele “Nini” Rosso nasce a San Michele di Mondovì in provincia di Cuneo il 19 settembre 1926, crescendo a Torino. La sua casa è situata proprio sopra al Night Club “L’Imperiale”, così si imbeve delle prime note di jazz che giungono in città in quegli anni. Impara a suonare la tromba all’oratorio, poi scoppia la guerra e. dai primi di giugno 1944 fino alla liberazione, rifiutando la chiamata alle armi nell’esercito della Repubblica Sociale Italiana, combatte come partigiano nella Brigata Val Maira della 2^ Divisione Giustizia e Libertà in un teatro di guerra particolarmente cruento come quello piemontese, assumendo il nome di battaglia di “Nini”, che manterrà nella successiva professione di musicista. 

Si diploma al conservatorio e si dedica al jazz, prima nel quintetto swing di Attilio Donadio, poi nell’orchestra di Gaetano Gimelli, infine entrando a far parte dell’orchestra di Cinico Angelini, quindi suonando a fianco di altri famosi piemontesi come Fred Buscaglione, Sergio Fanni, Leandro Prete e Piero Angela (che in quegli anni si faceva chiamare Peter Angela), ai tempi valente pianista. Ovviamente il suo idolo è Louis Armstrong, ma comincia a specializzarsi nei sovracuti, come Cat Anderson dell’orchestra di Duke Ellington. Nel 1957 entra a far parte dell’orchestra di Armando Trovajoli, con la quale incide l’album “Polvere di Stelle” (Stardust), con arrangiamenti più sul versante “easy-listening” che jazzistico, anche se non mancano alcuni pregevoli assoli del leader.

Nel 1961 incide il primo 45 giri a suo nome, esibendosi anche come cantante, “Ballata di una tromba”, che ha un discreto successo. Nel 1963 fa la sua prima comparsa televisiva nel programma “Fuori l’orchestra”, in cui suona nell’orchestra diretta da Piero Umiliani cantandone la sigla “I ragazzi del jazz”. Il 16 marzo di quello stesso anno partecipa alla trasmissione “Studio Uno” in un duetto insieme a Paul Anka.

La svolta nella sua carriera di musicista avviene nel 1964 quasi per caso durante un concerto al PalaEUR di Roma dove, davanti ad un pubblico composto in prevalenza da militari di leva, esegue il “Silenzio Fuori Ordinanza” riarrangiato, nel quale inserisce un testo recitato “Buonanotte amore, ti vedrò nei miei sogni, buonanotte a te che sei lontana”. Il successo è straordinario con vendite che superano i dieci milioni di copie fino ad arrivare in Giappone dove farà numerosi tour, allontanandosi però sempre più dalle atmosfere jazzistiche degli esordi.

Partecipa a diversi ”Musicarelli” dell’epoca, fra cui “In ginocchio da te”, con Gianni Morandi e Laura Efrikian, in cui suona il suo cavallo di battaglia in abiti militari in una caserma.

Nel 1969 incide “Il volo del calabrone” di Rimskij-Korsakov in cui fa sfoggio delle sue indubbie doti di virtuoso. Suona in varie sigle televisive, fra cui nel 1973 quella finale dello sceneggiato “ESP” sulle percezioni extrasensoriali di gran moda negli anni 70. Dal 1963 al 1984 incide più di quindici 33 giri e più di quaranta 45 giri a suo nome. Appare in TV nel 1990 accanto al suo vecchio amico Piero Angela nella puntata della serie documentaristica televisiva “La macchina meravigliosa” dedicata all’orecchio umano.

Muore a Roma il 5 ottobre 1994 per un tumore al polmone. Il 19 settembre 2016 gli è stato reso omaggio da più di 300 trombettisti provenienti da ogni parte d’Italia radunatisi nel suo paese natale che hanno eseguito i suoi brani più famosi.