a cura di Roberto Bazzani

Robert E. “Bobby” White
Chicago, Illinois, 28 giugno 1926 - ?
Del batterista Robert E. “Bobby” White non si conoscono dati biografici, tranne il fatto che è nato a Chicago, Illinois, il 28 giugno 1926 e che diventa abbastanza famoso nell’ambiente del West Coast Jazz a fine anni 40, collaborando con le orchestre di Charlie Barnet, Harry James e Vido Musso.
Fa parte del quartetto di Chet Baker (tromba) nella formazione immediatamente successiva al “pianoless quartet” (1953), con Russ Freeman al pianoforte e Red Mitchell al contrabbasso; suona nel quartetto di Art Pepper (sax alto) nel live al club Lighthouse di Hermosa Beach con Sonny Clark al pianoforte e Harry Babasin a contrabbasso e violoncello; è presente nel quartetto di Buddy De Franco (clarinetto) nel disco “Jazz Tones” del 1954 con Sonny Clark al pianoforte e Gene Wright al contrabbasso; lo troviamo nel quintetto del vibrafonista Cal Tjader nel disco “Tjader Plays Tjazz” assieme a Brew Moore (sax), Sonny Clark al pianoforte e Gene Wright al contrabbasso; fa parte del trio del pianista Sonny Clark nel disco “Sonny Clark memorial album” registrato dal vivo in due concerti diversi ad Oslo il 15 e il 16 gennaio 1954 assieme al leader ed ai contrabbassisti Ivar Borsum e Simon Brehm; infine lo ascoltiamo col chitarrista Jimmy Raney insieme a Sonny Clark al pianoforte e Red Mitchell al contrabbasso nel disco “Jimmy Raney Visits Paris Vol. 1” registrato dal vivo a Parigi il 6 febbraio 1954.
Da queste scarne informazioni si desume che il periodo in cui Bobby White lascia traccia su disco è il biennio 1953/54, nel quale appare principalmente come sideman dello sfortunato pianista Sonny Clark. Fece inoltre parte dei “Lighthouse All-Stars” capitanati dal contrabbassista Howard Rumsey che si esibivano al club Lighthouse di Hermosa Beach, California. Si ha notizia di una sua performance in quel club nel 1999 per celebrarne i 50 anni di attività.
Dall’ascolto dei dischi in cui è presente, emerge un musicista di una certa personalità, che non si limita a svolgere una mera funzione “metronomica” di accompagnatore.
Purtroppo le informazioni finiscono qui, non è dato sapere se sia ancora in vita oppure no, sembrava comunque giusto rendere omaggio ad un musicista che ha suonato con stelle di prima grandezza del jazz. Invito i lettori che avessero ulteriori informazioni in merito a scriverci per un’eventuale loro pubblicazione.
