a cura di Roberto Bazzani

Janet Thurlow
Seattle, Washington, 21 maggio 1926
Lynwood, California, 4 ottobre 2022
Curando questa rubrica che celebra i cento anni dalla nascita dei protagonisti del jazz, mi sono imbattuto in personaggi considerati minori che hanno comunque storie interessanti da raccontare che raramente si incontrano nelle storie del jazz, come nel caso della vocalist Janet Thurlow. Nata a Seattle, Washington, il 21 maggio 1926, prima di cinque figli, Janet Lorraine Thurlow si prende cura dei fratelli minori dopo il divorzio dei genitori dedicandosi, nel contempo, allo studio della musica. Da bambina partecipa al popolare talent show “Major Bowes Amateur Hour”, dimostrando una notevole attitudine al canto.
Nel 1949 canta nella band di Robert Blackwell, di stanza a Seattle, dove militano un sedicenne Quincy Jones alla tromba e Ray Charles al piano e sax contralto. Nel 1950 viene ingaggiata nella band di Lionel Hampton; lei lo convince ad assumere anche il giovane Quincy Jones. Nell’aprile 1951, con la band di Hampton, incide “I Can’t Believe You Are in Love with Me”, che può essere considerato il primo brano inciso da una cantante bianca con un’orchestra completamente di colore (in precedenza c’erano state solo incisioni di cantanti bianche con orchestre miste, ad esempio Anita O’Day con quella di Roy Eldridge e Gene Krupa). Nel frattempo, sempre nell’orchestra di Hampton, conosce il trombonista Jimmy Cleveland, i due si innamorano e si sposano il 2 aprile 1953 a Chicago.
Anche questo matrimonio misto non è esattamente usuale nell’America dei primi anni 50. L’unione resta solida nel tempo e si conclude solo con la morte di lui, avvenuta nel 2008. Nel 1953 viene chiamata da Charles Mingus con il quale, il 28 ottobre, incide due brani: “Blue Tide” e, soprattutto, “Eclipse”, un pezzo che sarà ripreso nel 1960 sempre da Mingus per l’incisione dell’album “Pre-Bird” con una formazione allargata diretta da Gunther Schuller (questa volta con la cantante Lorraine Cusson). Nell’incisione del 1953, la formazione comprende Ernie Royal alla tromba, Willie Dennis al trombone, Eddie Caine al sax contralto e flauto, Teo Macero al sax tenore, John Lewis al piano, Jackson Wiley al violoncello, Kenny Clarke alla batteria e lo stesso Mingus al contrabbasso. L’arrangiamento è di Spaulding Givens (Nadi Qamar). Si tratta di un brano molto sperimentale, molto dissonante, ed è interessante il testo:
Eclipse – when the moon meets the sun,
Eclipse – these bodies become as one.
People all around
Eyes look up and down
For it’s a sight they seldom see
Some look through smoked glasses
Hiding their eyes
Others think it’s tragic
Staring as dark meets light.
But the sun doesn’t care
And the moon has no fear
For destiny’s making her choice.
Eclipse – the moon has met the sun.
Si tratta, con molta evidenza, di una metafora non troppo nascosta dell’amore interrazziale “these bodies become as one” (un tema caro non solo alla Thurlow ma anche allo stesso Mingus), che in troppi guardano nascondendo gli occhi con lenti affumicate, nell’indifferenza sia del sole che della luna che si uniscono comunque.
Dopo queste belle performances mingusiane, la carriera di cantante di Janet Thurlow si interrompe, per riprendere sporadicamente molti anni dopo con il gruppo del marito Jimmy Cleveland. Nel frattempo suona il violino nelle riunioni dei Testimoni di Geova, di cui è diventata seguace dal novembre 1952.
Muore a Lynwood, California, il 4 ottobre 2022, all’età di 96 anni, per insufficienza cardiaca.
