Centenari 2026: Melba Liston (1926 - 1999)

Pubblicato il 13 gennaio 2026 alle ore 14:21

a cura di Roberto Bazzani

Melba Liston

Kansas City, il 13 gennaio 1926 - Los Angeles, 23 aprile 1999

Il jazz al femminile, fino a qualche tempo fa (anni 50 e 60 del secolo scorso), era composto da molte cantanti (su tutte Billie Holiday e Ella Fitzgerald, ma anche blues singers come Bessie Smith e Ma Rainey), qualche pianista/organista (Lil Hardin-Armstrong, Mary Lou Williams, Shirley Scott; in Italia la quasi leggendaria Dora Musumeci) e poco altro. Ma in quel “poco altro”, se da un lato la quantità di musiciste di jazz è effettivamente esigua, altrettanto non si può dire della qualità, che frequentemente è molto elevata. Come nel caso che andiamo ad analizzare.

Melba Doretta Liston nasce a Kansas City, Missouri, il 13 gennaio 1926. All’epoca Kansas City è una delle capitali del jazz e la musica penetra profondamente in tutte le famiglie, compresa quella della piccola Melba. All’età di sette anni vede nella vetrina di un negozio musicale un trombone, sua madre glielo compra e lei comincia a suonarlo da autodidatta, incoraggiata dalla famiglia. All’età di dieci anni si trasferisce insieme alla famiglia a Los Angeles dove conosce Dexter Gordon e Eric Dolphy. Diventerà musicista professionista nel 1943 nell’orchestra di Gerald Wilson, dopo aver studiato per tre anni con l’insegnante Alma Hightower. Successivamente suonerà nell’orchestra che Dizzy Gillespie aveva formato a New York, che comprende musicisti come John Coltrane, Paul Gonsalves e John Lewis, dove mostrerà il suo talento, oltre come strumentista, anche come arrangiatrice. Nel 1949 farà un tour attraverso gli States con Billie Holiday dal quale tornerà profondamente stanca e delusa, sia per il numero di chilometri percorsi, sia per l’atteggiamento poco rispettoso del pubblico. Starà fuori dalle scene per alcuni anni, dedicandosi all’insegnamento. In quel periodo farà delle apparizioni in alcuni film di Hollywood, fra cui “I dieci comandamenti” di Cecil B. DeMille (1956).

Negli anni 1956/57 torna con Gillespie per un tour a giro per il mondo finanziato dal Dipartimento di Stato americano, poi registra con Art Blakey, infine fa parte dell’orchestra di Quincy Jones. Dalla fine degli anni 50 comincia a collaborare con il pianista Randy Weston, con il quale avrà un lungo sodalizio artistico che si interromperà solo con la sua morte. Nel frattempo lavora come arrangiatrice per vari progetti musicali, sia in ambito jazzistico (ricordiamo, fra gli altri, il “Town Hall Concert” di Charles Mingus del 1962, ma la lista è lunghissima) che non.

Dal 1973 al 1979 vive in Giamaica, invitata dal locale governo a dirigere il dipartimento Jazz e Pop della Jamaica School of Music. Nel 1987 le sarà attribuito il Jazz Masters Fellowship dal National Endowment for the Arts, il massimo riconoscimento per un artista americano di musica jazz.

Muore a Los Angeles, California, il 23 aprile 1999, per un infarto.

Musicista tenace e coraggiosa, anche se in apparenza timida, in un mondo musicale dominato dai maschi, lei, donna di colore, è riuscita ad affermarsi anche se spesso facendo un lavoro “dietro le quinte”- inciderà un unico album a suo nome “Melba Liston and Her ‘Bones” del 1959, prodotto da Leonard Feather, con famosi colleghi trombonisti come Jimmy Cleveland, Bennie Green, Al Grey, Benny Powell, Frank Rehak e Slide Hampton. Fortunatamente le cose sono cambiate e sempre più donne si sono imposte nel campo musicale contribuendo ad arricchirlo grazie alla loro particolare sensibilità.

Per avere un’idea non solo della perizia tecnica, ma anche delle capacità interpretative di Melba Liston, vi consiglio di godervi il seguente filmato tratto da uno show televisivo presumibilmente di fine anni 50 in cui l’orchestra di Quincy Jones suona “My Reverie” (rielaborazione della composizione “Rêverie” di Claude Debussy), con un magistrale assolo della trombonista. Buon ascolto!