a cura di Roberto Bazzani

Russell Donald “Russ” Freeman
Chicago, Illinois, 28 maggio 1926
Las Vegas, Nevada, 27 giugno 2002
Trasferitosi in California con la famiglia nel 1931 da Chicago, Illinois, dove era nato il 28 maggio 1926, Russell Donald “Russ” Freeman si dedica allo studio del pianoforte con una zia dagli otto ai dodici anni. Suona ad orecchio con la band della high school all’età di quindici anni, confessando che all’epoca non sapeva leggere la musica né aveva la minima conoscenza dell’armonia. Decide pertanto di colmare queste lacune ed impara presto. Resta folgorato dall’esibizione di Charlie Parker e Dizzy Gillespie al Billy Berg’s di Los Angeles e dà vita ad un sestetto (comprendente il trombonista Jimmy Knepper, suo compagno alla high school) che, secondo il racconto dello stesso Freeman, è stata la prima band di bebop nella West Coast. Suona nei club di Los Angeles e conosce il trombettista Howard McGhee che lo introduce alla corte di Charlie Parker, appena uscito dal ricovero al Camarillo Mental State Hospital, con il quale suona nella sessione “Home Cooking” del 1947. Influenzato nello stile da Nat King Cole e da Bud Powell, nei primi anni 50 suona con Wardell Gray, Art Pepper e Dexter Gordon prima di conoscere, nel 1952, Chet Baker con il quale avrà un lungo sodalizio artistico. “Decidemmo di spostarci a Hollywood” è lo stesso Freeman che parla “mentre io lavoravo al Lighthouse e Chet suonava con Gerry Mulligan”.
Non tutto ciò che veniva fatto nella West Coast era buono, ma ciò che facevano Chet e Gerry era realmente unico, era una conversazione intuitiva”. Quando i rapporti fra Mulligan e Baker si incrinano, il boss della Pacific Records, Rick Bock, pensa ad una formazione diversa dal “pianoless quartet” di Mulligan/Baker con due fiati, contrabbasso e batteria. Nel 1953 il nuovo gruppo di Chet Baker incide il disco “Chet Baker Quartet” con il leader alla tromba, Russ Freeman al pianoforte, Red Mitchell – Bob Whitlock – Carson Smith al contrabbasso in brani diversi e Bobby White – Larry Bunker alla batteria in brani diversi. È l’inizio di una collaborazione che durerà fino al 1958, con Freeman nel ruolo di abile tessitore di una trama armonica che, nel precedente “pianoless quartet” era per forza di cose molto più implicita. Il repertorio del gruppo è costituito prevalentemente da standards, a cui Russ aggiunge alcune sue composizioni che diventeranno famose come “The Wind” ripreso da Keith Jarrett nel suo album “Paris Concert” del 1990 e un anno più tardi anche dalla cantante pop Mariah Carey. Il pezzo era stato inciso originariamente nell’album “Chet Baker & Strings” in cui il quintetto del trombettista era accompagnato da un’orchestra di archi.
Contemporaneamente al lavoro con Chet Baker, Freeman suona con il batterista Shelly Manne per circa undici anni, dal 1954 al 1965. La sua attenzione si sposta dall’aspetto prevalentemente armonico nel gruppo di Baker, a quello ritmico insieme a Manne. Ne è un ottimo esempio l’album “The Two” in cui Manne e Freeman dialogano fra loro senza altri strumenti. Il dialogo fra i due è molto frequente anche nei concerti del gruppo “Shelly Manne and His Men”, in cui spesso si ritagliano lo spazio di un chorus o di un bridge per una conversazione fra i loro strumenti. Freeman incide negli anni 50 anche con Art Pepper e Pete Rugolo, oltre ad altri artisti della West Coast. Dalla metà degli ani 60 si dedicherà principalmente alla scrittura di musica da film, lasciando scarsissime tracce come interprete jazz, genere alla cui evoluzione aveva comunque largamente contribuito nei quindici anni precedenti, sia come pianista che come compositore.
Si spegne a Las Vegas, Nevada, il 27 giugno 2002.
